Per molti anni il mio risveglio coincideva con un caffè amaro bevuto in piedi e dieci minuti di telegiornale. Il corpo restava addormentato, contratto, quasi congelato nella posizione della notte. Superati i quarantacinque anni, ho notato che questa rigidità si ripercuoteva sulla facilità di minzione mattutina e sul senso generale di affaticamento.
Ho quindi deciso di sperimentare un cambiamento drastico nella sua semplicità: anticipare la sveglia di 40 minuti e introdurre due passaggi irrinunciabili.
1. Il bicchiere d'acqua a temperatura ambiente
Prima di qualsiasi altra cosa, bevo lentamente circa 350 ml di acqua naturale non fredda. Durante il riposo notturno i tessuti perdono liquidi e il tratto urinario si concentra. Un'idratazione immediata e delicata risveglia la funzionalità renale e agevola la naturale distensione delle vie urinarie senza traumi.
2. I primi cinquemila passi all'aria aperta
Niente cuffie con notifiche di lavoro, solo scarpe comode e il sentiero pedonale vicino casa. All'inizio camminavo a passo tranquillo; oggi alterno tratti di camminata energica a qualche centinaio di metri di corsa rilassata.
Rientro a casa con un senso di leggerezza completamente diverso. È in questo momento che assumo la mia colazione sobria e organizzo la giornata. La sera, a completamento di questa cura quotidiana, assumo la mia porzione di fitocomplesso a base di Serenoa ed Epilobio: un gesto complementare per mantenere costante quell'equilibrio che il movimento mattutino ha rimesso in moto.
Runner amatoriale e appassionato di abitudini preventive per l'uomo maturo. Cura il diario indipendente Ritmo Naturale.